" Le mie non sono paranoie, sono dati di fatto ! "
Questa è la risposta che sentiamo dare spesso quando si fa notare a qualcuno che sta esagerando nel considerare gli altri eccessivamente minacciosi, pericolosi o ostili.
Il termine paranoia è entrato nell'uso comune da tempo, ma occorre precisarlo nelle sue varianti partendo dal modo in cui si struttura progressivamente nel tempo, per comprenderne il funzionamento ed evitare diagnosi scorrette.

Ognuno di noi può avere un'idea più o meno chiara e definita, dal proprio punto di vista, su cosa sia giusto o sbagliato nella vita, su quali siano i comportamenti corretti da tenere con gli altri, e quali siano invece da condannare. Avere una propria visione della realtà aiuta a gestire la propria vita, ma quando questa diventa troppo rigida può portare a strutturare un pensiero patologico, che poi diventa la propria condanna.

Quando un soggetto con un pensiero rigido su cosa sia giusto o sbagliato, vero o falso, vede che gli altri si comportano in un modo diverso dalla propria visione, cominciano i primi dubbi: " perchè stanno facendo questo ? perchè affermano certe cose o mi contestano quando parlo ? cosa gli ho fatto di male ? "
La persona comincia quindi a studiare la situazione in modo da trovare una risposta a questi iniziali dubbi che sono fonte di insicurezza e paura.
Ma più cerca risposte con un ragionamento razionale, più il pensiero rigido porta a inevitabili conseguenze: " è così evidente che il giusto stia dalla mia parte... dunque è chiaro che gli altri che si comportano diversamente siano nel torto. E se scelgono di essere nel torto, pur essendo così evidente che ho ragione io, l'unica spiegazione è che vi sia qualcosa sotto: lo fanno apposta per danneggiarmi ".

Partendo dal dubbio, che può diventare una ossessione, e che inizialmente il soggetto cerca di gestire verificandolo, si arriva alla certezza paranoica: gli altri diventano malevoli, ostili, sempre pronti a mettere i bastoni tra le ruote e a tramare alla spalle. Dietro ogni loro azione c'è l'intento di danneggiare il soggetto per il proprio tornaconto personale.
Appena si arriva alla certezza, non esiste più alcun dubbio, e nell'osservare gli altri il paranoico cerca solo l'ennesima conferma della propria visione, che si può anche estendere alla società o al mondo intero: ogni azione o pensiero altrui diventano malevoli, ingannevoli, portati avanti per raggirarlo o recargli danno.

Quando questo pensiero patologico diventa più ampio, i governi e la società intera sono costituite da persone incapaci, malevole, che operano per raggirare il soggetto paranoico, unico depositario della verità su come stanno le cose, che paga sulla propria pelle l'effetto della loro incapacità, stupidità o cattiveria.

Nei casi più gravi l'ideazione paranoica si struttura in maniera ancora più complessa, fino a costruire manie di persecuzione: il soggetto ritiene che vi sia un complotto anche molto articolato ai suoi danni, che vede coinvolte molte persone o istituzioni, tutte con lo scopo di controllarlo, limitare la sua libertà, e rovinargli la vita.

Non sono rari casi di delirio vero e proprio, con il soggetto che crea nella propria mente nemici che non esistono, come mafie, spiriti o agenti segreti lo controllano per gran parte della giornata, anche quando è chiuso al sicuro nella propria abitazione, nella quale si rifugia e dalla quale esce molto raramente.
Anche in questo caso il delirio può diventare molto complesso, e come un puzzle andrà a includere più realtà dalle quali il soggetto si difenderà abitualmente, e che trovano nella sua mente una connessione articolata, per quanto appunto delirante.

Internet può contribuire a rafforzare l'ideazione paranoica, poichè nei social è decisamente amplificato l'effetto folla, in base al quale una persona tende ad assumere idee e comportamenti del gruppo di appartenenza. Più soggetti paranoici possono in questo caso riunirsi facilmente grazie al Web, rafforzare le proprie convinzioni e vicenda, e diffonderle agevolmente ad altri.
Molti dei cosiddetti " hater " nei social hanno questo tipo di pensiero patologico.

Anche la crisi economica mondiale del 2008 ha provocato un incremento di casi di paranoia, poichè ha tolto le certezze e reso precaria la vita di tanti soggetti rigidamente ossessivi, che prima di allora erano sempre stati in grado di vivere una vita di successo secondo i propri schemi e le proprie sicurezze. Con l'arrivo di problematiche lavorative ed economiche tali soggetti hanno irrigidito ulteriormente il proprio pensiero, trovando terreno fertile nel dare completamente ad altri la colpa dei propri problemi, insuccessi o difficoltà.

La tentata soluzione principale di questa tipologia di pensiero paranoico è la difesa preventiva.
I soggetti sono sospettosi, controllano la realtà circostante per trovare conferma dei propri sospetti, e attaccano il prossimo verbalmente, o nei casi più gravi anche fisicamente; come animali impauriti che si sentono bloccati in un angolo, si difendono aggredendo.
Questo tipo di soluzione complica e peggiora la situazione, poichè gli altri vedendo il soggetto sospettoso o aggressivo tenderanno a difendersi a loro volta o a rifiutarlo, fornendogli ulteriore prova della propria credenza paranoica, in un pericoloso circolo vizioso.
In alternativa possono isolarsi progressivamente dalla realtà che temono, e non è raro che coinvolgano anche familiari o amici nella verifica dei propri sospetti; a niente varrà il loro tentativo di rassicurare il paranoico sull'infondatezza delle sue preoccupazioni, anzi così facendo questi ultimi potrebbero essere visti da lui come parte del complotto ai suoi danni.

Esiste anche una variante paranoica rivolta verso sé stessi: " sono certo di essere sbagliato, incapace, e non riuscirò mai a realizzare niente nella vita. "
Anche in questo caso si parte da situazioni di vita che fanno dubitare sulle proprie capacità, per poi arrivare alla certezza, ed ogni nuovo fallimento nella vita diventerà una ulteriore conferma della propria convinzione.
Tale certezza può portare a rinunciare a migliorarsi, a non impegnarsi nelle attività della vita, che saranno di conseguenza evitate per non soffrire l'inevitabile fallimento; questa incapacità di agire diventerà la prova ulteriore del proprio fallimento, portando anche a casi di profonda depressione.
Nei casi più severi i soggetti possono ritenere che il destino o la natura si accanisca contro di loro, condannandoli ad una vita sfortunata e senza successo, e questo giustificherà ulteriormente la loro rinuncia, poichè si tratta di realtà troppo grandi, dunque impossibili da sconfiggere.

In questa variante della paranoia i soggetti come tentata soluzione tendono a lamentarsi continuamente delle proprie incapacità o sventure, salvo poi opporsi e confutare ogni tentativo da parte di chi gli sta intorno di mostrargli alternative per uscire dalla loro condizione di vittima.
Tendono inoltre a proteggersi dai futuri fallimenti evitando di intraprendere nuove attività, e ricercano accudimento da parte dei propri familiari, ai quali vengono delegate le attività che implicano il doversi impegnare o esporsi.

L'ideazione paranoica rivolto verso sé stessi ha inoltre un evidente vantaggio secondario patologico, che rende ancora più bloccata la situazione: finchè permane questa credenza il soggetto può evitare di affrontare le grandi sfide della vita, e superarlo implicherebbe dover portare sulle spalle il peso di tutti i cambiamenti non affrontati precedentemente. Di fronte alla prospettiva del dover faticosamente ricostruire la propria vita i soggetti, anche inconsapevolemente, preferiscono rimanere nella propria posizione di vittime, e il disturbo viene utilizzato come alibi per giustificare la rinuncia.

Occorre precisare che chiunque può avere dubbi o certezze riguardo ad eventuali nemici o antagonisti che lo stanno intralciando o danneggiando nella vita: ma esiste un continuum di irrigidimento di pensiero, che si trasforma in patologico quando diventa talmente pervasivo da invalidare la vita della persona, portandolo ad interpretare ogni azione degli altri come dannosa.
In base a questa rigidità patologica anche ricevere una gentilezza può essere giudicata negativamente, poichè fa subito pensare che l'altro nel farla abbia secondi fini, o voglia farla per dimostrare che chi la riceve sia inferiore a lui.

La Terapia Breve Strategica utilizza tecniche specifiche per smontare l'ideazione paranoica, che vengono scelte in base alla tipologia ed alla struttura della credenza del soggetto; non esiste un unico protocollo di intervento, e le prescrizioni vanno calzate sullo specifico caso, seduta per seduta, fino alla completa risoluzione del problema.

Importante è togliere il paziente dalla propria posizione di vittima, riportandolo ogni volta alle proprie responsabilità nel costruire il rifiuto da parte degli altri o il proprio fallimento nella vita.
Vengono inoltre utilizzate tecniche specifiche che vanno a scardinare e modificare la percezione della realtà del paziente.
Con la ricerca delle conferme contraddittorie il soggetto viene guidato a ricercare giornalmente tutti i segnali verbali e non verbali che gli diano la conferma del rifiuto o dell'ostilità altrui. Come conseguenza più si dovrà avvicinare agli altri per studiarli senza avere l'atteggiamento difensivo abituale, meno gli altri lo rifiuteranno, anzi si sentiranno positivamente considerati da lui, e il paziente comincerà a trovare sempre meno conferme alla propria credenza iniziale.
In alcuni casi può essere invece maggiormente utile far scrivere in maniera anticipatoria tutte le mattine la lista completa delle previsioni catastrofiche su quel che accadrà di male al soggetto durante la giornata, in modo che possa ricontrollarla la sera e verificare se si sono realizzate o meno. Questa semplice indicazione porterà il paziente a scoprire progressivamente che gran parte delle sue preoccupazioni in realtà non avvengono realmente.
Particolare attenzione va riservata ai casi deliranti, nei quali il terapeuta deve essere abile nell'utilizzare una comunicazione che accetti il punti di vista del paranoico e lo esasperi ulteriormente, fino a renderlo del tutto inaccettabile anche per il paziente.

Ulteriori prescrizioni vengono scelte dal terapeuta in base alla specificità della situazione e alla tipologia di paranoia, ed hanno lo scopo comune di eliminare le tentate soluzioni disfunzionali messe in atto in passato dal paziente, e guidarlo verso una nuova modalità di gestione non patologica della realtà che lo circonda.

Come accade nel caso di molteplici disturbi mentali esiste la possibilità di uscire dalla prigione della propria mente.
Il primo grande passo consiste nel comprendere che un problema non dipende esclusivamente dagli altri, ma siamo sempre parte in causa nell'alimentarlo con le nostre tentate soluzioni fallimentari: questo ci offre l'opportunità di scegliere di gestirlo in un modo diverso e più funzionale.
Il secondo consiste nello scegliere di affrontarlo con una corretta metodologia, invece di subirlo come una quotidiana condanna.

    “La mia immaginazione scoprì intorno a me migliaia di nemici che si aggiravano senza rumore.”
         Herbert George Wells